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Viaggio fra i sapori della Valle Santa

Un viaggio per conoscere i tanti sapori della tradizione enogastronomica di questa porzione di Sabina, lungo la linea di confine con l’Umbria, dove visitare luoghi dal fascino incantato, ricchi di storia, i cui prodotti della terra, dei boschi e del lago vengono esaltati da antiche preparazioni della cultura rurale, alcune delle quali, frutto del passaggio tra generazioni; ricette che risalgono fino all’epoca di San Francesco e all’Antica Roma. Da Contigliano, nel cuore della Valle Santa, a Leonessa, splendido centro montano, in cui confluiscono tutti i sapori del Lazio, dell’Umbria e della Sabina.
 
Da Contigliano a Leonessa passando per Greccio, Colli sul Velino, Rivodutri, Poggio Bustone, Labro e Morro Reatino.
 

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immagine della tappa a Contigliano

Immagine di Contigliano Prima tappa del nostro tour è Contigliano, gioiello medievale pressoché intatto adagiato su un piccolo colle all’ombra del Monte Tancia, fra il Santuario di Fontecolombo e il Santuario del Presepe di Greccio. Lo raggiungiamo da Roma attraverso la via Salaria, in meno di un’ora. Questo è il paese delle zuppe di farro e di cicerchie, preparate ancora secondo ricette che vengono direttamente dal Medioevo. Da assaggiare anche le paste fatte a mano, tra cui i “pizzicotti”, gnocchi di acqua e farina conditi con un sugo di pomodoro piuttosto piccante. Molto buone anche le carni che provengono dalle fattorie della piana reatina, tra cui il pregiato suino nero reatino, che è possibile trovare in alcune norcinerie del paese. Immancabile la pizza fritta, alimento tipico di molti paesi della Valle Santa, condita a scelta con prosciutto, pancetta, ricotta e miele o scaglie di pecorino.

immagine della tappa b Greccio

Immagine di Greccio Pochi chilometri su via Terni e all’altezza di Spinacceto giriamo a sinistra sulla strada Spianacceto-Greccio. Prima di imboccarla, sulla sinistra, c’è un pastificio – Antica Pasta – dove è possibile acquistare qualsiasi tipo di pasta fresca oltre ad una serie di pietanze tipiche precotte, come lasagne, supplì e cannelloni. Raggiungiamo, quindi, la “città del Presepe”, Greccio. Sulla piazza principale, piazza Roma, nascosti fra i vicoli del centro storico, caratterizzate da quell’odore buono della legna che arde nei caminetti delle piccole case dall’architettura rurale, ci sono ben quattro ristoranti tipici, che offrono una deliziosa panoramica sui piatti della tradizione locale, preparati con i prodotti dei boschi circostanti – funghi, tartufi, cinghiale, cacciagione – della campagna della valle sottostante – verdure e carni ovine, bovine e suine – e anche qualche specialità “curiosa” come la carne di struzzo, le uova di quaglia, le lumache e il famoso “coppo di San Francesco”, antichissima ricetta che mescola i sapori della terra e del bosco con quelli del fiume, che possiamo gustare presso il Ristorante “Il Nido del Corvo”.

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immagine della tappa c Colli sul Velino

Immagine di Colli sul Velino Si entra nel mondo della trota e dei prodotti itttici del fiume e del lago, proseguendo verso Colli sul Velino, comune affacciato sulla valle del Velino, al confine con l’Umbria. Lungo la strada, nei pressi del lago di Ventina, incontriamo alcuni agriturismi immersi nei prati verdi della Conca Reatina. Qui si allevano bovini di razza chianina, particolarmente delicata e pregiata. Nel piccolo borgo di Colli sul Velino, compreso nella Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile si mescolano i sapori del lago, del fiume, del bosco e della terra. Oltre al pesce, tante le pietanze a base di tartufi estivi e di cinghiale.

immagine della tappa d Rivodutri

Immagine di Rivodutri Seguendo le anse del fiume, giungiamo alle Sorgenti di Santa Susanna, monumento naturale compreso nel comune di Rivodutri. Qui un antico mulino, ancora in attività, offre delle ottime farine frutto della lavorazione di grani esclusivamente provenienti dalla vicina Todi, in Umbria, e dalla piana reatina.  Negli accoglienti ristoranti della zona, tutti abbracciati da uno scenario naturalistico eccezionale, possiamo assaggiare numerose specialità a base di pesce d’acqua dolce, in alcuni casi, abbinate con maestria culinaria agli ingredienti del bosco, come i funghi porcini. Presso il Ristorante Albergo “Parco alle Noci”, inoltre, possiamo dilettarci a pescare da soli la nostra trota per poi affidarla alle sapienti mani dello chef che ce la cucinerà a nostro piacere o a sua fantasia.

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immagine della tappa c Poggio Bustone

Immagine di Poggio Bustone Da Rivodutri ci spostiamo di qualche chilometro per andare ad assaggiare la prelibata porchetta di Poggio Bustone, un magnifico borgo sovrastato dal bel Convento Francescano di San Giacomo e affacciato sulla Valle Santa.  Questo alimento è preparato con spezie, aglio e tanta pazienza per far rosolare l’intero maiale a fuoco lento, secondo una segreta ricetta che esalta i gusti della campagna, delle erbe dell’orto, oltre ad antichi gesti che caratterizzano ancora la sua preparazione artigianale; da più di 50 anni è festeggiato con una sagra che richiama ogni anno, ad ottobre, centinaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero. Speciali anche i salumi che possiamo acquistare o semplicemente degustare presso il Ristorante La Locanda Francescana, all’ingresso del paese.
 

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immagine della tappa c Labro

Immagine di Labro Riscesi a valle prendiamo la SS 79 Ternana per raggiungere Labro, splendido agglomerato medievale di case che sorge su una collina sul lago di Piediluco. Anche qui gli insaccati la fanno da padrone, abbinati magari, ad un buon vino locale, come un Colli della Sabina Doc per esempio, da gustare in uno dei due ristoranti nascosti fra le bianche viuzze acciottolate del paesino.

immagine della tappa d Morro Reatino

Immagine di  Morro Reatino In una manciata di minuti siamo a Morro Reatino, un pugno di case raccolte nell’antico incastellamento dal tipico stampo medievale. Oltre ai tanti prodotti comuni a tutta la zona, tra cui la porchetta della famosa Porchetteria Baldini che troviamo poco fuori dal centro abitato, qui la pizza fritta è una vera e propria istituzione a cui è dedicata una sagra in estate.

immagine della tappa e Leonessa

Immagine di Leonessa Ancora qualche chilometro, proseguendo lungo la linea di confine fra Lazio e Umbria, avvolti in una natura che ci regala degli scorci suggestivi sul paesaggio a valle, giungiamo a Leonessa, patria della patata. La patata leonessiana, prezioso e succulento alimento che dona tutto il gusto della terra della Sabina, arricchita da quel pizzico di Umbria, è al centro di una tradizionale sagra che si svolge ad ottobre, in cui è possibile assaggiare tanti prodotti tipici non solo del Lazio, della Sabina e dell’Umbria, ma anche di altre parti d’Italia, come per esempio della Puglia. E’ il carburante ideale per affrontare un tour culturale per le vie del borgo, o per avventurarsi in una passeggiata lungo uno dei tanti sentieri di montagna che si diramano da qui alle vette più alte del Terminillo, tra mucche al pascolo e fitti boschi. Oltre alle salsicce locali, speciali sono le zuppe di farro e di lenticchie.

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Commenti e suggerimenti dei visitatori:

giovanni04/10/2013 06:35

Buona la porchetta!!! Mi perdo sempre la sagra, peccato!